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I capricci dei bambini.

capricci

Gli scatti di ira nei bambini: urla, pianti, calci, pugni da noi adulti considerati capricci , sono un comportamento da ritenersi normale dai due anni in su; proprio l’età in cui iniziano a voler difendere i loro desideri ed i loro interessi.
I bambini quando piangono lo fanno sempre per un motivo e molte volte noi non riusciamo a capirlo e non ci sforziamo nemmeno a farlo ma partiamo subito con le sgridate e punizioni.
In realtà i no vanno detti e vanno stabiliti i limiti, però vanno spiegati con voce ferma, sicura e con un linguaggio adatto alla loro età.
Questi capricci si potrebbero prevenire seguendo alcuni consigli che nascono dal metodo di Maria Montessori:
⁃ maggiore autonomia ed indipendenza, riadattando la casa a misura di bambino, in modo tale che possa prendere le proprie cose e riporle autonomamente a loro piacimento.
⁃ Parlare con rispetto, amore ed empatia e comunque con lo stesso tono che si usa con un adulto.
⁃ Mettersi al loro livello , quindi guardando il bambino negli occhi e spiegare bene i suoi sentimenti e i nostri.
⁃ Stabilire una routine da far seguire così il bambino si abitua ad accettarla con più facilità.
⁃ Controllare bene fame e sonno, perché i bambini che hanno fame o sonno sono più capricciosi.
⁃ Affrontare nuove esperienze spiegando bene cosa si devono aspettare.
⁃ Rispondere alle sue necessità, assecondare la sua voglia di muoversi e giocare all’aperto per scaricare la sua energia inespressa, soprattutto se si è trascorso tanto tempo seduti.
⁃ Spiegare il perché delle regole e la loro importanza in un linguaggio a lui comprensibile; ad esempio l’importanza di stare seduti e legati nel seggiolino dell’auto.
⁃ Empatia, è fondamentale cercare di mettersi nei panni del bambino e considerare le cose dal suo punto di vista.
⁃ Parlare e relazionarsi con rispetto con tutte le persone, cosicché il bambino ne possa trarre esempio.
⁃ Nessun ricatto, perché è un arma a doppio taglio.
⁃ Farli scegliere fra due o più opzioni scelte comunque da noi per evitare così l’imposizione categorica.
⁃ Attirare la sua attenzione, riuscendo a capire cosa scatena la sua rabbia (gioco, ambiente ecc) spostandola da qualche altra parte.
⁃ Usare un linguaggio positivo, ad esempio se lancia qualcosa non dire semplicemente di non lanciare, ma dire di stare attento perché si può rompere o farsi male.
⁃ Se si arrabbia non bisogna arrabbiarsi con lui, ma stare calmi e magari abbracciarlo.
Comunque alla base di tutto c’è la pazienza che i genitori devono avere , calma da dover mantenere e comprensione.
Quindi ai genitori è consigliato di: evitare di urlare e dire le cose con calma e decisione, premiare i comportamenti positivi, cercare di capire che come può capitare agli adulti di essere stanchi e nervosi capita anche ai bambini,imparare a distinguere se pianti e lamenti sono dettati da un capriccio o da esigenze ( fame, sonno), non assecondare i capricci, ignorarli e fare finta di niente è anche educativo,osservare bene la situazione per cercare di risolverla, capire se i capricci sono causati anche dagli ambienti esterni a quelli familiari (asilo, scuola), non ricorrere ai dolci per sedare capricci perché poi causano l’effetto inverso e lo agitano di più. Quindi cercare di capire le esigenze del bambino senza però assecondare i suoi capricci.

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