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Spiegare ai bambini il Coronavirus tramite la lettera medico e psicoterapeuta Alberto Pellai

Da circa due mesi la tranquillità, serenità e la così detta vita normale delle famiglie non esiste più. Tutto è cambiato da quando è arrivato il Coronavirus, è cambiato per gli adulti figuriamoci per i bambini. Le routine quotidiana delle famiglie è stata stravolta, cambiata totalmente. C’è tensione e preoccupazione in famiglia, notizie allarmanti di ciò che succede nel mondo rimbombano in casa e ripetute continuamente fra gli adulti.
Ad un tratto non si esce più da casa, niente scuola, niente palestra, nessuna attività extra scolastica, niente cinema, niente ristoranti e pizzerie, niente gite e nemmeno feste varie.
E i bambini in tutto questo sono attoniti, i più intraprendenti chiedono spiegazioni agli adulti, mentre altri si chiudono in se stessi e fanno capricci; dal loro punto di vista il tutto fa parte di una grossa punizione.
A volte i genitori hanno difficoltà a spiegare bene quello che sta succedendo, allora in questi casi si può trarre spunto da una lettera scritta dallo psicoterapeuta Alberto Pellai ai bambini.
In questa lettera rivolta ai bambini, il dottore spiega che cosa è il Coronavirus; dice che è un nemico piccolissimo, così tanto piccolo da non poterlo vedere ad occhio nudo. E alle persone fa molta paura ciò che non si vede e che potrebbe causare loro del male.
Spiega anche che il nostro cervello ci ha dotato la capacità di avvertire pericolo anche quando non si vede, così d’avere il modo e il tempo di prepararci nel caso lo troviamo davanti.
Ecco perché la preoccupazione, agitazione e ansia degli adulti. Secondo quanto lui scrive dobbiamo essere chiari con i nostri bambini. Dire loro le verità sul Coronavirus, quindi dire che è un nuovo virus mai visto prima, che ha contagiato ora per la prima volta l’uomo e che finora contagiava solo gli animali, ci sono contagiati in tutto il mondo ed anche nella nostra nazione e che fra i contagiati qualcuno è anche deceduto.
Però bisogna dire anche che i contagiati non sono tantissimi e non sono presenti in tutte le città, ma quelle persone affette dal virus sono state isolate. Ecco perché viene chiesto loro di non uscire dal loro territorio, così da non trasportare il virus in luoghi in cui esso ancora non è arrivato.
Dire poi come si manifesta il Coronavirus, quindi dire che è come un’influenza, fa tossire, fa starnutire e porta la febbre. Alcune volte nemmeno questi sintomi porta con se. Alcuni si ammalano gravemente e fra questi pochissimi muoiono. In più metterli a conoscenza del fatto che i bambini contagiati sono pochissimi e che hanno una naturale capacità di resistere al virus.
Spigare poi che è fondamentale allertare ed allarmare le persone, perché così le persone percepiscono un rischio e imparano a fare tutto quello che serve per evitare che esso si trasformi in un pericolo crescente.
Così degli esperti di prevenzione ci dicono di fare poche cose che sono molto importanti: tossire e starnutire nel cavo del gomito, usare fazzoletti usa e getta, non toccarsi viso, naso e occhi e lavarsi spesso e benissimo le mani. In più bisogna evitare di uscire di casa ed evitare affollamenti e a stare a distanza di almeno un metro dalle altre persone. Tutto ciò per sconfiggere un mostro di nome Coronavirus e di stare tranquilli perché c’è un esercito di persone che stanno combattendo per noi. Sicuramente ci riusciranno visto che l’uomo ha già vinto battaglie difficili.

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