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Conflittualità genitoriale: effetti sui bambini

La separazione è considerata uno dei momenti più stressanti e dolorosi che possono capitare nella propria vita e in quella di  tutto il nucleo familiare.
In questo momento avviene il passaggio di scissione del ruolo genitoriale da quello del coniuge, ovvero il momento in cui si realizza di condividere solo la cura della prole con il partner e non più una relazione amorosa, intima e personale.
Realizzare questa prospettiva non è spesso facile da accettare così le paure, la rabbia e la delusione tendono a riversarsi in una forte conflittualità familiare che influisce negativamente sul futuro dei propri figli. Consideriamo inoltre che il principale modello educativo per i bambini sono i genitori, per questo si ritiene fortemente necessario assicurarsi che l’elevato livello di conflittualità non influisca sulla costruzione dell’identità del minore.
Tale conflittualità, se elevata, può portare il bambino a manifestare diverse problematiche legate allo sviluppo, prima fra tutte la bassa autostima, accompagnata da un forte senso d’insicurezza. Nei bambini più piccoli, l’indicatore principale è collegato ad una fase di regressione evolutiva come ad esempio la perdita del controllo degli sfinteri o la suzione del pollice.
Possono manifestarsi episodi di esplosione di rabbia dalle quali risulta inconsolabile o stati depressivi ansiosi.
Crescendo hanno maggiore possibilità di sviluppare comportamenti trasgressivi. come ad esempio, far uso di sostanze stupefacenti o al contrario, sviluppare un senso del dovere nei confronti del genitore, che ai loro occhi viene visto come il più debole, attivando così un processo di accudimento che va ben oltre l’età.
Da adulti potrebbero avere ricadute sulla relazione con il partner, manifestando comportamenti ambigui o poco coerenti con i propri figli ad esempio quando hanno avuto uno stile educativo viziato e ricco di dinamiche di coppia prevaricanti. Potrebbero sviluppare dipendenza affettiva nei confronti del coniuge o diventare molto accomodanti con la tendenza all’assertività pur di evitare situazioni conflittuali.
D’altra parte, potrebbero diventare adulti autoritari,che faticano ad accettare il confronto risultando persone fredde e distaccate o altresì scegliendo compagni di vita inadeguati e problematici a causa di un forte senso di colpa verso i genitori di una possibile felicità relazionale. La figura dello psicologo, affiancata costantemente da un professionista legale si occuperà della tematica sia da un punto di vista giudiziario che da un punto clinico.In ambito legale sarà di supporto nella mediazione dei conflitti familiari o come CTP (tecnico di parte) durante lo svolgimento delle procedure da parte degli organi competenti, mentre da un punto di vista clinico può occuparsi della presa in carico del minore, lavorando sull’elaborazione, l’accettazione e la ristrutturazione familiare

Scritto da: Dott.ssa Conversano Chiara mail: conversanochiarapsy@gmail.com

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