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Coronavirus: come sanificare le mascherine.

Appena arrivato il nuovo Coronavirus (Covid-19) in Italia, è stato da subito molto difficile reperire dispositivi di protezione individuale come le mascherine.
E purtroppo ancora oggi le mascherine risultano di difficile reperibilità, per cui sempre più spesso ci si pone la domanda se le mascherine si possano lavare.

Sicuramente bisogna porre l’attenzione sulle diverse mascherine per capire in che modo lavarle e sanificarle.
Soprattutto bisogna tener conto che alcune tipologie di mascherine (come chirurgiche, FFP1-2-3) sono MASCHERINE MONOUSO, e in quanto tali vanno gettate dopo l’utilizzo.

Inoltre questi metodi di pulizia e sanificazione possono essere utili in caso di emergenza e nel momento in cui non si ha la possibilità di reperire altre mascherine. E si è ancora in attesa di prove tecniche scientifiche che ne testino l’efficacia.

Mascherine monouso.

Come pulirle.
In molti utilizzano il vapore ed alte temperature per pulire le mascherine monouso; però questa procedura non è stata confermata, poiché secondo alcuni esperti le alte temperature possono modificarne la natura del tessuto e alterarle.
In più non possono essere lavate, ma in casi di emergenza possono essere sanificate attraverso un’attenta procedura.
Riguardo tale procedura, è stato rilasciato un documento dallo STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE (SCFM) di Firenze in cui sono esposte le istruzioni d’uso “per la sanitizzazione delle mascherine protettive individuali monouso in caso di emergenza sanitaria da Coronavirus COVID 19“.

Bisogna precisare però, che tali procedure sono possibili solo nei casi in cui risulta difficile reperire delle mascherine.
Secondo quanto descritto dal documento, per prima cosa bisogna assicurarsi che la mascherina non sia deteriorata; poiché in caso di deterioramento questa procedura non è possibile.
Inoltre il trattamento è sconsigliato per il personale medico e per tutte le persone che sono in contatto con persone infette o ad alto rischio di contagio.

Come si fa.
Per prima cosa ci servirà una soluzione idroalcolica al 70% (Alcool a 70°) da dover versare in uno spruzzino o altro erogatore idoneo a disposizione.
Bisogna ricordare che, potenzialmente, sia la superficie esterna della mascherina e sia le mani possono essere contaminate dal virus.
Proprio per questo motivo bisogna eseguire attentamente le indicazioni fornite dal documento.
Inoltre, prima di iniziare, è necessario disinfettare la superficie su cui si appoggerà la mascherina.

PROCEDIMENTO

Per prima cosa, occorre lavarsi accuratamente le mani per almeno 40 secondi e secondo le modalità indicate dal Ministero della Salute.

Togliere la mascherina che si ha sul viso dagli elastici, facendo attenzione a non toccare la parte interna.

A questo punto, lavare di nuovo le mani come spiegato precedentemente.Se non possono essere lavate, utilizzare in alternativa un disinfettante per le mani a soluzione idroalcolica come suggerito dall’OMS.

Adagiare la mascherina, con la parte esterna verso l’alto, sulla superficie precedentemente sanificata con disinfettanti idonei o soluzioni idroalcoliche.

Senza bagnarle troppo, spruzzare sulla superficie della mascherina la soluzione idroalcolica al 70% (alcool 70°), compresi gli elastici.

Girare la mascherina e ripetere l’operazione.

A questo punto, lasciare agire l’alcool per almeno 30 minuti o fino a quando non sarà evaporato completamente (questo tempo di attesa può cambiare in base alle condizioni ambientali).

Sanificare le mascherine

Quando sarà completamente evaporato, bisogna stare attenti a non toccare la parte interna della mascherina.

Riporla in un sacchetto di plastica fino al prossimo utilizzo.

È importante:
        •       Non poggiare la mascherina su superfici che non sono sanitizzate e senza la protezione della busta di plastica dove è stata riposta.
        •       La mascherina non va utilizzata se presenta delle alterazioni.
        •       Non toccare assolutamente la parte interna per non contaminarla.

Dove e quando buttarla
È importante ricordare che le mascherine monouso vanno gettate dopo il primo utilizzo. Inoltre, non vi sono ancora dati disponibili sul numero massimo di volte in cui si può fare questa procedura.
Per cui è possibile ripetere il trattamento per un massimo di 3 volte. Se la mascherina appare deteriorata, va buttata subito.

Le mascherine monouso vanno gettate nell’indifferenziata.
Secondo le indicazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità, si consiglia, una volta buttati mascherine e guanti nel sacchetto dell’indifferenziato, di utilizzare due o tre sacchetti (uno dentro l’altro) nel contenitore che utilizziamo di solito.

Mascherine ad uso civile
Con l’arrivo della Fase 2, si sta diffondendo l’utilizzo delle mascherine cosiddette civili.
Questo tipo di mascherine, sottoposte a dei test e certificate, non sono un presidio medico, ma sono realizzate in tessuto idrorepellente e possono essere riutilizzate.
Naturalmente diversamente dalle mascherine con filtro, questa tipologia non garantisce la stessa efficacia delle FFP2 o FFP3, ma in base alla natura del loro tessuto, impediscono il passaggio di microgocce per alcune ore.

Come lavarle
Diversamente dalle mascherine monouso, le mascherine ad uso civile sono realizzate in tessuto di cotone, ciò permette il loro riutilizzo e anche un minor impatto ambientale.

Secondo le  indicazioni del produttore, queste mascherine hanno la loro procedura di lavaggio, che può essere in acqua bollente con aggiunta di disinfettanti specifici per indumenti.

In più , un primo lavaggio per disinfettarle è necessario, in quanto molto spesso non sono sterili e devono essere sanificate prima del loro utilizzo.
Il produttore dovrà inoltre indicare il massimo di lavaggi e riutilizzi che si possono effettuare.
Bisogna precisare, anche, che questa tipologia di mascherine è ad uso civile e non chirurgico.

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