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Come prendersi cura della cicatrice del cesareo dopo il parto

Dopo il parto cesareo, oltre al dolcissimo fagottino, resta anche una cicatrice per la quale è necessario eseguire delle semplici cure, da mettere in pratica con attenzione, con le quali poter ottenere un recupero ottimale.

È fondamentale, durante la cicatrizzazione, prevenire infezioni, emorragie o lacerazioni.

Così di seguito verranno elencati alcuni consigli pratici, utili per prendersi cura della cicatrice del cesareo dopo il parto e migliorare la cicatrizzazione.

L’evoluzione della cicatrice del cesareo dopo il parto.

Dopo la sala operatoria, la cicatrice verrà coperta con un cerotto chirurgico, quindi nelle prime settimane, è fondamentale sorvegliare costantemente la cicatrizzazione per accertarsi che non si presenti nessuna emorragia o lacerazione.

Per cui sarà importante, cambiare il cerotto per evitare il rischio di contaminazione.

Trascorsi alcuni giorni, la cicatrice non avrà più bisogno di essere costantemente coperta.

Infatti, generalmente, ogni ferita o cicatrice si asciuga e guarisce più rapidamente quando è scoperta; visto che le fasciature provocano una concentrazione di umidità e possono favorire la proliferazione di numerosi microrganismi e agenti patogeni.

Nel corso di una normale evoluzione, la cicatrice non dovrebbe mostrare rilievi e il suo colore predominante dovrebbe essere il rosa.

Però, circa il 5% delle donne sviluppa delle cheloidi durante la fase di recupero dal parto; le cheloidi sono dovute ad una crescita anormale dei tessuti cicatriziali e si verificano più frequentemente nelle persone di pelle scura.

Per questo motivo, è importante che la cicatrizzazione post parto di ogni donna deve essere assistita dal suo medico di fiducia.

Infatti il professionista qualificato potrà verificare l’eventuale formazione di cheloidi e proporre un trattamento in grado di migliorare l’aspetto della cicatrice.

Preparare la pelle in gravidanza agevola le cure post parto.

È fondamentale preparare la pelle durante la gestazione per poter agevolare le cure della cicatrice del cesareo e prevenire così la formazione di cheloidi; per cui è utile della crema idratante di ottima qualità, oppure dell’aloe vera, per migliorare l’elasticità della pelle.

Così facendo la pelle non si screpolerà e si migliorerà la cicatrizzazione dopo il cesareo.

Inoltre anche l’alimentazione durante la gestazione dovrà essere basata sul miglioramento della qualità della pelle. 

Una donna incinta deve poter contare su un ottimo apporto di proteine e un’idratazione potenziata.

In più, il consumo di frutta e verdura si rivelerà essenziale nel rafforzare il sistema immunitario e prevenire la stitichezza.

In conclusione, durante le prime settimane, è necessario sorvegliare costantemente la cicatrizzazione per verificare che non si presenti nessuna emorragia o lacerazione.

Prendersi cura della cicatrice del cesareo mediante l’igiene quotidiana.

L’igiene quotidiana della cicatrice del cesareo è fondamentale per poter eliminare qualunque impurità e nella prevenzione delle infezioni.

Per lavarla, bisognerà utilizzare solo acqua tiepida e sapone neutro, attraverso movimenti molto delicati.

Bisogna ricordare anche, che i saponi contenenti profumi, esfolianti o antibatterici sono da evitare, perché possono irritare la pelle.

Dopo aver lavato la cicatrice e averla sciacquata con acqua abbondante, bisognerà asciugarla molto bene.

Il motivo è dovuto al fatto che l’umidità agevola la proliferazione di batteri e altri agenti patogeni.

Per ottenere una buona asciugatura, è consigliabile utilizzare garze pulite e praticare dei lievi “tocchi” sulla cicatrice.

Durante il bagno e l’asciugatura, è necessario evitare di compiere movimenti bruschi o forzare la muscolatura addominale.

Bisogna sapere che, qualsiasi colpo ricevuto o sforzo mal realizzato in questa regione può compromettere la cicatrizzazione.

Per lavare la ferita, bisogna esercitare movimenti molto delicati, utilizzare solo acqua tiepida e sapone neutro.

Esporre la ferita all’aria aperta accelera la cicatrizzazione.

Fasciare le ferite porta alla formazione di umidità sulla stessa, andando ad agevolare quindi, la proliferazione di microrganismi ed ostacolando la cicatrizzazione. 

Quindi, maggiore è il tempo, durante il quale è possibile esporre all’aria la cicatrice del cesareo, più facile e veloce sarà il suo recupero.

Però, nel caso in cui bisogna uscire di casa e il contatto con i vestiti provoca del fastidio, si può realizzare una semplice fasciatura utilizzando della garza e del cerotto ipoallergenico.

Preferire indumenti morbidi e di cotone.

Durante il processo di cicatrizzazione, è raccomandabile utilizzare indumenti morbidi e leggeri, preferibilmente di cotone.

I tessuti spessi non permettono al corpo di traspirare, portando ad una probabile formazione di umidità nella regione addominale; con la conseguente esposizione della cicatrice a una grande quantità di microrganismi.

Quando le temperature sono molto basse, per la parte a contatto con la cicatrice si possono utilizzare indumenti di cotone e coprirsi successivamente. 

La cosa più importante è che il tessuto che sta a contatto con la pelle non interferisca con il processo di cicatrizzazione e non provochi una reazione allergica.

È necessario precisare che per prendersi cura della cicatrice del cesareo bisogna tenere conto delle necessità specifiche di ogni mamma e del suo corpo.

Per cui durante la pianificazione dell’assistenza medica, sarà necessario stabilire delle norme necessarie per il recupero e per guidare il processo di cicatrizzazione.

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