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Coronavirus: le prime aperture.

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio è atteso per oggi e conterrà qualche piccola, cauta apertura dal valore simbolico. Aperture simboliche, con il nuovo decreto del Presidente del Consiglio, di librerie e cartolerie dal 14 aprile e così le aziende che fabbricano macchine agricole, quelle che essiccano o lavorano il legno e le imprese di silvicoltura e, forse, i negozi di abbigliamento per neonati.
Mentre per tutto il resto, bisognerà aspettare il 4 Maggio, se tutto va bene, fino ad allora, potrebbe allentarsi la stretta anche per i milioni di cittadini costretti da settimane in casa per l’esigenza di contenere il coronavirus.
L’importante però continuare a proteggere gli anziani e le persone più a rischio a lungo.

Per cui il lockdown nel Paese durerà fino al 3 maggio prossimo per non buttare al vento i sacrifici fatti finora, cosi il premier Giuseppe Conte nelle prossime ore potrebbe già firmare il nuovo decreto; che prevede il prosieguo delle misure restrittive per altre tre settimane. Per intanto il comitato tecnico-scientifico, che affianca il governo in questo periodo difficile, afferma che rallentare la stretta ora, nonostante la curva dei contagi si stia stabilizzando e l’indice di contagiosità sia inferiore ad uno,
sarebbe troppo rischioso, si correrebbe il rischio di una una eventuale seconda ondata dell’epidemia. In conclusione, non è ancora il momento della fase 2.
Al momento priorità alla salute delle persone e poi l’economia del paese.
Inoltre in questo nuovo decreto si sta ragionando sulla possibilità di consentire ai prefetti e ai presidenti di Regione di valutare riaperture scaglionate a seconda delle curve epidemiologiche del territorio; una volta arrivati al 4 Maggio, non prima.

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