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Il virologo Roberto Burioni esorta tutti a non sottovalutare il caso Coronavirus

Il virologo Roberto Burioni fu il primo a preannunciare, già a gennaio, che la situazione Coronavirus sarebbe stata grave e così è, effettivamente. Ma l’unico grande problema secondo lui sono i messaggi tranquillizzanti che si susseguono continuamente, quando l’unico messaggio che dovrebbe passare è quello di restare in casa perché la situazione è gravissima. Siamo in piena emergenza e la popolazione italiana, per quanto sia grande il desiderio di ripartire, deve osservare giudiziosamente tutte le precauzioni consigliate fino ad oggi. Non si possono prendere iniziative che consentano il raggruppamento di persone.  A Venezia ad esempio si esorta a fare aperitivo fuori in piazza per ricominciare, ma in realtà non è ancora il tempo di farlo. Secondo lui la chiusura delle scuole è fondamentale e anche partite di calcio a porte chiuse. Ma mentre poche ore fa si dava per certo la chiusura immediata dal giorno 4 Marzo fino al 15 Marzo, è stato fatto quasi un passo indietro e il ministro dell’istruzione è intervenuta dicendo che stavano valutando per ora chiedendo pareri agli esperti del campo sanitario. Secondo Burioni gli scienziati non devono preoccuparsi solo di quello che accade in laboratorio ma anche di quello che accade al resto del mondo, ecco perché con messaggi molto duri anche, lui sente la necessità, proprio per il ruolo che riveste, avvertire tutta la popolazione italiana. Infatti in tempi record ha scritto un libro sul virus, pensando di rendere un servizio alla nazione e invece è stato duramente criticato. Dice anche che le persone debbano avere la possibilità di stare a casa, quindi scuole chiuse, i datori di lavoro devono dare la possibilità ai dipendenti di lavorare in ambienti salubri,  evitare la metro e mezzi di trasporto in generale. In poche parole lo Stato deve mettere in condizione le persone a poter rispettare le misure precauzionali.
Il virologo afferma in oltre che non si sa moltissimo sul Coronavirus, per il momento il rischio contagio riguarda tutti, su i bambini sembra abbia un effetto più lieve fino ad oggi è sottolinea fino ad oggi. Non si sa il tempo durante il quale il virus sopravvive all’ambiente esterno, però sicuramente il tempo giusto per infettare. Molti si chiedono se ci troviamo davanti a una pandemia,pandemia è la definizione tecnica che si usa quando tutto il mondo è infettato, ma in realtà in Italia c’è l’epidemia del Coronavirus è quindi siamo già in situazione di emergenza. Bisogna prendere tutte le precauzioni possibili per fermare il virus e quindi fare in modo che un infetto contagi meno di una persona, ma al momento la percentuale si attesta sulle due persone contagiate a singolo. Il virus è molto contagioso e il 5% dei contagiati vanno a finire in rianimazione e l’Italia e la sua sanità non può sostenere ciò, anche se in realtà nessuna nazione può farlo.

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