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La Cina vince sul virus e diventa padrona del mondo mentre 20 mila soldati sbarcano in Europa.

In questi giorni si sta giocando una dura partita fra il mondo e il Coronavirus, alla fine di questa partita ci sarà più che altro una vittoria politica ed economica piuttosto che sanitaria come dovrebbe essere. In gioco è la leadership dell’intero pianeta, leadership che la versione da XXIesimo secolo del Partito Comunista Cinese si avvia a vincere; queste le voci che girano in queste ultime ore.
Infatti succede che invece di additare la Cina come untrice del mondo, visto che la possiamo definire il paziente zero del Coronavirus, oggi è considerata un modello da dover seguire; in quanto l’unico in grado di arginare il dilagare del Virus.
I provvedimenti presi da Pechino , nella lotta contro il virus, hanno dimostrato al mondo intero il potere assoluto (fino a quello di vita e morte) che esercita sui propri cittadini e sulle loro relazioni sociali, economiche e familiari. Durante questa lotta il potere imperiale e comunista del Presidente Xi Jinping si è dispiegato in tutta la sua potenza, consentendogli di annunciare la fine dell’emergenza il 9 marzo; mentre nel mondo (Washington compresa) il virus continua a dilagare fra incertezza e paura.
In Cina la lotta contro il Coronavirus è avvenuta tramite un largo uso della tecnologia e big data, annullando ogni diritto di privacy dei cittadini. Si è effettuato il controllo degli spostamenti attraverso smartphone e compagnie telefoniche, utilizzo delle informazioni presenti su chat e social network, caschi indossati dai militari in grado di riconoscere i volti anche in presenza della mascherina e dotati di dispositivi per rilevare immediatamente la temperatura, robot in giro per le strade con funzione di monitoraggio sociale, telecamere piazzate ovunque, banche dati delle carte di credito a disposizione per incrociare dati sensibili. Ora tutti questi dati raccolti E usati per sconfiggere il Virus, sono in possesso dello Stato che potrà disporne, ancora, come meglio crede. Per cui si può affermare che la Cina vince e che la sua vittoria è culturale, visto che tutto il mondo sta guardando a Pechino per capire come risolvere il problema. La Cina, da potenziale untrice del pianeta, è diventata la soluzione del problema, grazia al suo potente cocktail di “soft e hard power”, che verrà certamente buono anche per altri usi.
La Cina conquista una grande vittoria, mentre tutto il mondo combatte ancora contro il virus e soprattutto mentre 20 mila soldati statunitensi sbarcano in Europa.
Infatti in piena emergenza Coronavirus, con tutti i Paesi impegnati a contenere la diffusione del contagio, 20mila soldati statunitensi stanno arrivando in Europa per partecipare alla maxi esercitazione Defender Europe 20. Si tratta del maggior dispiegamento di forze Usa nel Vecchio Continente degli ultimi 25 anni.
Insieme agli oltre 10mila militari americani, già di stanza nelle varie basi europee, parteciperanno alle manovre altri 7.000 soldati di 18 Paesi membri e partner della Nato tra cui l’Italia. L’obiettivo di Defender Europe 20, si legge nel sito del Comando Usa in Europa (US Army in Europe), è “accrescere la capacità di dispiegare rapidamente una grande forza di combattimento dagli Stati uniti in Europa, per rispondere a potenziali crisi”.
Defender Europe 20 si svolgerà nei prossimi mesi in sei nazioni europee – Belgio, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia – dove sono stati segnalati casi di Covid-19. Come se non bastasse, le truppe statunitensi provengono da Stati dove sono stati riportati casi di ammalati da Coronavirus.
Ma nonostante ciò per i militari Usa non sono previste misure di contenimento o di isolamento. Ha dichiarato  il generale Andrew Rohling, vice comandante delle forze Usa in Europa che Defender Europe 20 era stata prevista prima che scoppiasse l’epidemia di Coronavirus, le esercitazioni sono di natura difensiva. Non sono dirette verso alcun Paese o minaccia specifica.
Quindi soldati americani si spargeranno attraverso la regione europea per “proteggere l’Europa da qualsiasi potenziale minaccia”.
Però il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi nell’Est Europa, verso i confini con la Russia, ci fa intuire quale sia questa potenziale minaccia.

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