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Come rendere felici i bambini.

bambini felici

Ormai è più che risaputo, che fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. In realtà noi genitori non vogliamo altro che vedere i nostri figli felici ed in salute.
Eppure è molto difficile percorrere la strada di un genitore, specialmente in situazioni di emergenza.
La prima regola importante da osservare è quella di ascoltare i nostri figli, di fermarci a parlare con loro guardandoli meglio occhi, magari inginocchiandoci per arrivare alla loro altezza. Dimostrare loro che per noi è importante sapere come stanno e sentire sempre quello che hanno da dire.
Ricordarsi l’età del bambino che abbiamo davanti, infatti c’è l’abitudine di dire a bambini piccoli di non piangere o non fare una cosa perché è grande oramai. È importante che i bambini possano vivere pienamente l’infanzia: giocare, essere amati, serviti, aiutati, coccolati, sostenuti.
Se non lo facciamo alimentiamo in loro una grande lacuna che andranno a colmare da adulto con fumo, cibo, alcool ed altre cattive abitudini.
Necessario è non imporre le cose da fare, ma fare noi da esempio. Se è l’ora che il bambino lavi i denti, non imponiamo la cosa e basta ma andiamo anche noi a lavarceli con lui. Oppure fargli riordinare la stanzetta inventandoci un gioco e non limitandoci ad imporlo e basta.
Per il bambino sono fondamentali la routine e i piccoli riti quotidiani perché gli danno sicurezza, lo orientano anche quando non ha ancora la nozione del tempo.
In realtà ( il più delle volte) non bisogna fare i salti mortali per rendere felici i nostri bambini.
Bisogna lasciarlo giocare il più possibile, lodare il suo impegno, create ricordi felici e quando è triste aiutarlo ad accettare l’emozione negativa.
In più è fondamentale anche la felicità di noi genitori; un bambino che ha un genitore insoddisfatto, infelice, difficilmente sarà un bambino felice.
Soprattutto vedere felice il proprio figlio non significa non dare delle regole e fargli fare quello che vuole. Anzi, anche le regole contribuiscono a rendere il bambino felice sia oggi che domani da adulto.
È molto interessante sapere che la Danimarca risulta il Paese più felice al mondo; oramai da 40 anni che detiene questo titolo (nella classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dalle Nazioni Unite) e il segreto di questa felicità sta nel modo in cui si educano i figli: tanto gioco libero, autenticità, ottimismo, empatia, no ultimatum, intimità famigliare.
Così una psicologa danese Iben Sandahl e una giornalista americana, sposata con un danese, Jessica Alexander sono andate a ricercare l’origine di questa felicità ed hanno scoperto che alla base di questa c’è il modo in cui genitori e figli si relazionano.
Così le sue esperte hanno creato una guida dove hanno chiamato questo metodo P.A.R.E.N.T. (genitore in inglese), che è un acronimo di: Play (gioco), Authenticity (Autenticità), Reframing (ristrutturazione), Empathy (empatia), No Ultimatums (nessun ultimatum), Toghetherness (intimità).
Play (Giocare)
Al primo posto troviamo il gioco, fondamentale per ogni bambino; aumenta la creatività, l’immaginazione, la crescita personale la capacità di reazione a ciò che si trova davanti. E il gioco all’aria aperta è il gioco più adatto, in più evitare l’uso prolungato di tablet, tv è esagerare con attività extra scolastiche. Come invece in Italia avviene.
Authenticity (Autenticità)
Altra regola è che bisogna essere sinceri e aiutare i figli a riconoscere e accettare i loro sentimenti autentici, buoni o cattivi. Cercare di dire sempre la verità (spiegata in modo adeguata all’età).
Reframing (Ristrutturazione)
Ristrutturare significa affrontare una situazione spiacevole da un’altra prospettiva, in modo che appaia un po’ meno negativa.
Empathy (Empatia)
L’empatia è la capacità di connettersi con gli altri e si sviluppa nell’infanzia grazie al rapporto con la figura di attaccamento. Il bambino prima impara a sintonizzarsi sulle emozioni e gli stati d’animo della madre e in seguito quelli delle altre persone. Il neonato sente quello che sente la mamma come davanti a uno specchio.
No ultimatums (Nessun Ultimatum)
L’approccio genitoriale dei danesi è basato più sull’autorevolezza che sull’autoritarismo. Quindi no a punizioni o sculacciate e niente bracci di ferro o ultimatum. Perché così non si ottiene rispetto ma paura.
Togetherness (intimità)
Uno dei segreti delle famiglie danesi è il loro stile di vita: passare più tempo possibile insieme ad amici e parenti. E creare in casa un’atmosfera intima e accogliente: accendendo le candele, giocando insieme, preparando del buon cibo, gustando una torta e una tazza di tè, il tutto godendo della reciproca compagnia e intimità.

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