Pubblicità

MAGAZINE

Il meglio del Blog

Taralli bolliti calabresi.

src=”https://cdn.ampproject.org/v0/amp-auto-ads-0.1.js”>

Taralli bolliti calabresi

I taralli sono un prodotto da forno tipico del sud d’Italia, infatti non c’è supermercato, bottega alimentare o pasticceria che non li venda.
Il prodotto assume numerose varianti dettate dalla zona di produzione.

Principalmente si tratta di un anello di pasta non lievitata cotto in forno.

L’impasto base è composto di farina, acqua o vino, olio e sale a cui vengono talora aggiunta degli ingredienti

per insaporirlo, come ad esempio i semi di finocchio.

In passato c’era l’abitudine di farli in casa e rappresentavano un alimento sfizioso presente in tutte le cucine. Taralli bolliti calabresi
In Calabria il tarallo è una vera e propria tradizione ; ne essitono diverse varianti: salati o dolci, bolliti e poi passati

in forno, oppure solamente cotti in forno.
Inoltre, possono essere semplici, oppure impreziositi e aromatizzati con tantissime spezie diverse, senza dimenticare

le varie forme: da quelli piccolissimi a quelli molto grandi.
I taralli calabresi possono essere aromatizzati con peperoncino, origano, semi di anice o polvere di anice stellato.
La ricetta di seguito descritta  è quella dei taralli bolliti e poi passati in forno; questa doppia cottura dona  al tarallo una friabilità

che non è raggiungibile con la semplice cottura in forno.

I taralli calabresi somigliano molto a quelli del resto del sud d’Italia, si differenziano solo per l’uso dello strutto al posto dell’olio

extravergine di oliva, variazione che aumenta la friabilità e il profumo del prodotto finale.

INGREDIENTI

500 gr. di farina 00
250 ml di vino bianco
100 gr. di strutto
Una presa di sale
Due cucchiaini di semi di anice

               Mettere sulla spianatoia la farina  setacciata e fare una fontana e al centro mettere lo strutto, il sale e i semi di anice.

               Iniziare ad impastare lo strutto e, mano a mano che l’impasto lo assorbe, versare un po’ per volta il vino.

               Continuare ad amalgamare gli ingredienti fino a quando la farina avrà assorbito bene tutto.

               Se l’impasto risultasse troppo morbido, aggiungere un poco di farina.

La consistenza deve essere tale da consentire la realizzazione di un rotolino lungo a secondo

di quanto grande vogliamo fare i nostri taralli.

               Le prime volte che si preparano è consigliabile non farli troppo grandi in quanto poi si potrebbero avere delle difficoltà

nel maneggiarli, soprattutto nella fase della bollitura.

               Facendo dei rotolini di circa 15 cm, si avranno dei taralli di grandezza media.

               Una volta formati i taralli, portare ad ebollizione una pentola d’acqua abbastanza capiente e, con l’aiuto di una palettina immergere i taralli nell’acqua.

All’inizio resteranno in fondo, ma dopo qualche minuto saliranno a galla, quando ciò si verifica è il momento di toglierli con una paletta

bucata ed adagiarli su una placca da forno precedentemente oliata.

               Riscaldare il forno a 160°C ventilato o 180°C se statico e cuocere per circa 20 minuti. Dovranno essere ben dorati e lucidi.
               
               Conservare in una scatola o un barattolo chiusi ermeticamente per poterli conservare diverse settimane.

Ti potrebbe interessare:

Turdilli calabresi: ricetta antica dei dolci tradizionali natalizi senza uova.

Polpette di patate calabresi

Polpette di carne calabresi.

La storia dei taralli

Forgot Password